Vuoi una pausa pranzo Vista Mare?
Roma – Olbia, andata e ritorno in giornata!
Andare da Roma a Olbia in giornata per un pranzo vista mare è un gioco da ragazzi, a ottobre decisamente più accessibile che in estate, grazie alle tariffa scontate e modificabili di Meridiana Fly, si riesce a fare un biglietto aereo di andata e ritorno in giornata con 150 euro, certo non è economico rispetto a tante altre città italiane o europee ma ne vale la pena.
Alle 10 si può già respirare l’inebriante profumo del mirto, dei sugheri, degli oleandri misto a gelsomini, l’inconfondibile profumo del mare che ti da il benvenuto all’aeroporto Costa Smeralda.
Con il puntualissimo autobus 2 in breve tempo si raggiunge il centro di Olbia, da qualche anno ormai divenuta una splendida cittadina. Il suo centro storico è curato, le pietre grigie contrastano con l’azzurro del mare, i colori rosa pastello, giallo, rosso porpora fanno da cornice al borgo e si arrampicano per il bellissimo corso Umberto.
Olbia è una città tutta da scoprire, ed è incantevole nel mese di ottobre, fa caldo, le foglie d’autunno non hanno fatto ancora capolino qui, non ci sono turisti italiani ma qualche americano o tedesco seduto ai caffè o a qualche ristorantino aperto lungo il corso.
Andare da Roma ad Olbia per una pausa pranzo vista mare, ci fa scoprire che in Sardegna non c’è solo il mare ma si possono trovare tanti caratteristici paesini o cittadine come questa e tradizioni tutte da scoprire.
La Basilica di San Simplicio
Con l’autobus 2 si scende alla fermata San Simplicio e dopo circa 150 metri vi troverete davanti gli occhi la Basilica di San Simplicio in tutto il suo splendore. Simbolo di Olbia e più importante monumento della Sardegna Nord-Occidentale, fu finita di costruire nella seconda metà del XII secolo, la Basilica appartiene al primo periodo Romanico, sobrio e senza decorazioni, all’esterno nella sua imponente facciata, si rimane colpiti dalla cinghia che sembra legarla, in realtà, secondo la simbologia cristiana, rappresenta l’immortalità dell’anima, ma, ancora più belli, sono i capitelli in pietra lavica e il campanile a vela. L’interno della Basilica è quasi tutto in granito tranne gli archetti che da un lato sono in granito e dall’altro in laterizio, può sembrare un pò spoglia paragonata a Basiliche di epoca successiva, ma basta osservarla bene per capirne la magnificenza.
Corso Umberto direzione porto vecchio
Riprendiamo il nostro cammino verso Corso Umberto, iniziamo a salire e osserviamo i tanti negozzietti che costeggiano i lati del corso, tutti i bar hanno i tavoli all’aperto, l’atmosfera è tranquilla, rilassata, si lavora ad un ritmo diverso rispetto alla stagione estiva, non abbiamo intenzione di fare shopping e iniziamo ad avere un certo languorino, vogliamo un pranzo vista mare e benché i ristoranti che si susseguono siano estremamente carini, tiriamo dritte verso la discese per il porto vecchio.
Un’antica strada romana accanto al comune, colpisce la mia attenzione, è un ritrovamento di circa 10 anni fa, un reperto archeologico che mi affascina sempre. Giriamo a destra, oltrepassiamo il comune ed eccolo li, il nostro ristorante vista mare ci aspetta, Le Grand Bleu scelto per caso, sono più di dieci anni che vado ad Olbia e non lo avevo mai considerato, è un ristorante semplice, dove l’unico elemento davvero prezioso è il pesce, ottimo, fresco e servito con cura, ho mangiato delle linguine allo scoglio b.u.o.n.i.s.s.i.m.e!
Non mi dilungherò qui su l’ottimo pranzo ma se siete curiosi potrete approfondire nella sezione food del blog 😉

Passeggiata tra i vicoletti
Appena finito di pranzare, ci siamo avvicinate al porto vecchio, siamo rimaste lì ad osservare il mare cullare le sue barche, il lieve rumore dell’acqua faceva andare lontano i miei pensieri, ho iniziato a respirare cercando di mandare giù più iodio possibile, dicono faccia bene, mi stavo godendo quella sensazione di estremo piacere fino a che la mia amica mi sveglia dall’incanto dicendo: “A’ Pochaontas che dici andiamo?” scoppiamo in una gran risata e riprendiamo a camminare.
Iniziamo a risalire tra le viuzze, ogni stradina lastricata di granito era una scoperta, non avevo mai visitato Olbia come oggi, la giornata lo consentiva.
Perdendoci tra le varie stradine giungiamo in Piazza Civitas, davanti a noi la Chiesa di San Paolo Apostolo risalente al basso medioevo e successivamente ristrutturata, nel XVIII sec. fu adeguata al gusto barocco. Non è possibile rimanere indifferenti all’altare maggiore e alla balaustra in marmo policromo, oltre che al coro e al pulpito lignei in stile veneziano. All’esterno il granito gallurese è il protagonista di questa bellissima chiesa e del suo campanile, la cupole in maioliche colorate ed una palma da ornamento, fanno di questo scorcio una piccola piazzetta arabeggiante.

Riprendiamo a camminare tra i vicoli che costeggiano il corso principale, deserti ma caratteristici, fino a ritornare alla fermata dell’autobus dove decidiamo di prendere la linea 1 per andare a visitare il porto turistico della marina di Olbia.
Arrivate a destinazione, ci mettiamo ad osservare il tramonto, li tra gli yacht e le barche a vela, ascoltiamo il tintinnio delle cime e in silenzio ci riempiamo gli occhi degli splendidi colori che solo un tramonto sardo può regalare, l’azzurro blu del cielo, il rosa, il rosso, l’arancio e il giallo, unito al profumo del mirto diffuso nell’aria che ha accompagnato la nostra incantevole giornata.
Calato il sole è arrivato per noi il tempo di ripartire, a piedi ci rechiamo all’aeroporto, sono circa 3 km, e con l’euforia della giornata appena trascorsa, riprendiamo l’aereo per Roma.

Riassumendo: prendi un volo di andata e ritorno in giornata per Olbia, fai un giro nel centro storico, un succulento pranzetto vista mare, ti godi un fantastico tramonto e, muovendoti con i bus ri
esci a spendere 170 euro per pranzo, volo, visita culturale e relax inclusi.
E allora cosa aspettate?! Buon viaggiooooo