4 giorni a Ponza vivi un’avventura
tra relax, cibo, mare e trekking
Da molto tempo avevo intenzione di tornare Ponza, non riuscivo a trovare l’occasione giusta, quando finalmente ho a disposizione 4 giorni di tempo e con la mia amica Paola decidiamo di preparare le borse e partire per questa splendida isola, studiando il modo migliore per goderci a pieno quella che si dimostrerà un incantevole avventura.
Terracina
Siamo partite di sera da Terracina, località a sud del litorale laziale, è una città carinissima, piena di negozi e localini e il mare, che dire, è limpido e sconfinato
Ponza
Ponza bellissima isola di origine vulcanica, è una chicca, piena di colori con le case arroccate lungo la montagna, quando si arriva in porto sembra di essere accolti dall’abbraccio dell’isola.
Tante casette colorate di rosa, azzurro, giallo, bianco, si susseguono inerpicandosi tra vicoli e vicoletti strettissimi, che terminano tutti tra corso Pisacane e il porto.Tutto a Ponza è ancora intatto, autentico. E spero rimanga sempre così.
Iniziamo la prima giornata con una buonissima colazione da Gildo, direttamente sul corso, paste e biscotti artigianali, gustose e appaganti per iniziare la vacanza con il piede giusto.
La pro-loco è la mia tappa d’obbligo, prendiamo la mappa dell’isola, compriamo due insalate di pesce da “Le Gourmet” e come le migliori esploratrici iniziamo a pianificare il nostro itinerario.
La Forna
Località sull’isola di Ponza, deserta all’ora di pranzo, molto suggestiva. La raggiungiamo in bus, come in tutta l’isola le viuzze la fanno da padrona, c’è una Chiesa gialla imponente, simbolo del paesino, a 2 km di distanza la Madonna del belvedere, a picco sul mare.
Ci hanno consigliato di visitare questa località per le bellissime “Piscine Naturali” punto di mare roccioso, grigio, l’acqua a contrasto è cristallina, verde smeraldo, sembra chiamarti e convincerti a scendere di corsa tutti quei gradini che ti porteranno al piacere di immergerti, finalmente. Fuori 30 gradi.
Chiaia di Luna
Si stava facendo tardi e rischiavamo di perderlo, il tramonto, visto da Chiaia di Luna con le sue sfumature arancio e rosa, siamo arrivate giusto in tempo per poter godere di questo momento magico, sorseggiando un bicchiere di vino, sedute su comodi cuscini e la musica di sottofondo che accompagnava i nostri pensieri.
Passeggiando lungo il corso, rimaniamo colpite da dei tavoli colorati e dall’ambiente informale, giovanile e disimpegnato, dell’Oresteria by Ponza Fish, decidiamo di sederci e assaggiare la tanto decantata zuppa di lenticchie, sono sincera, di giorno era molto caldo, ma la sera sul porto con un po’ di venticello fresco, la zuppa è stata un vero piacere, sia per il palato, l’ho trovata buonissima, sia per scaldarci un po’, unita ad un ottimo calice di vino.

Le Cisterne Romane
Aperte al pubblico da soli 4 anni. La loro affascinare storia ci fa entrare nella realtà dell’isola. Ponza ancora oggi riesce ad usufruire dell’acqua grazie alle cisterne che si trovano sotto tutte le case e che prendono spunto proprio dalle cisterne romane che in passato raccoglievano acqua piovana e la mantenevano pulita così da poterla utilizzare quotidianamente. Oggi invece, delle grandi navi prendono l’acqua da Napoli e la trasportano fino qui garantendo così l’acqua per tutti. Grazie alla tassa di ingresso sul biglietto del traghetto, il comune di Ponza raccoglie fondi per il mantenimento e la ristrutturazione dei siti storici così da riportarli in vita, proprio come le Cisterne Romane.
Per il pranzo siamo andate da Gerardo, vicino il museo Etnografico, per assaggiare il cibo autentico, proveniente direttamente dal loro orto, qui si mangia una cucina di antichi sapori che porta i prodotti dalla terra alla tavola. Quello di Gerardo è il vero chilometro zero e noi l’abbiamo assaporato nel migliore dei modi: all’aria aperta, con lo sguardo perso verso l’infinità del mare.
Il Frontone
Ma non si può andare da Gerardo senza fare una sosta al frontone, sdraiarsi sulla sua sabbia grossolana, godere del refrigerio di quell’acqua verde chiaro, limpida, fresca al punto giusto e lasciatemelo dire, COMODA, perché rispetto alle piscine naturali, qui si può arrivare con il barchino e tornare direttamente al porto, spedendo 5 euro per andata e ritorno.
Monte Guardia

Cartina alla mano, abbigliamento comodo, acqua e felpa nello zaino, si parte per il Trekking!
Pronte in modalità giovani marmotte esploratrici, ci addentriamo tra le viuzze e gli scaloni del centro per salire sempre più in alto, dove ci porterà questa strada? Ci imbattiamo in una mulattiera e continuiamo a salire, la cartinaconsigliava di seguire la via Crucis, ma ahimè, non era indicata benissimo la strada per raggiungerla. Non ci perdiamo di coraggio e continuiamo, arrivate in cima, arriva anche la risposta alla nostra domanda, dove arriveremo? Ad un passo dal cielo!
280 mt sopra il livello del mare, vista a 360º su Ponza e le sue isole, uno spettacolo mozzafiato, rimaniamo senza parole, in contemplazione di tanta bellezza.
Il momento più bello della seconda giornata per me è stato il tramonto. Mai visto da questo punto di vista, era da tanto che non assaporavo così ogni momento, da quando il sole inizia a calare, all’attimo in cui si tuffa nel mare.
Sotto di noi il faro, davanti a noi Palmarola, alle nostre spalle la luna piena e il cielo con infinite sfumature rosa, lilla e blu e penso che solo la natura può riuscire a mettere in scena una tale opera.
A questo punto avevamo 30 minuti per scendere con un pò di luce e con gli occhi pieni di colori siamo tornate a casa enormemente soddisfatte da un trekking pieno di emozioni.
In barca tra Ponza e Palmarola
Il quarto giorno, dopo la nostra corsa mattutina, salpiamo con l’Orca Charter, siamo in 10, inizia la navigazione. Salutiamo il Faro della Guardia, lui che dall’alto della sua maestosità ci guarda con aria impertinente.

Tocchiamo punta del Fieno, impossibile non riconoscerla con i suoi splendidi terrazzamenti di uva, qui producono un buonissimo Biancolella, un vino bianco dal sapore minerale e sapido da con finale persistente di agrumi, ottimo quello delle Cantine Migliaccio ed ha una bellissima etichetta.
Ci fermiamo per la prima sosta a Chiaia di Luna per il bagno e la visita alle grotte. Simone, l’aiutante del comandante, prende il gommone e ci accompagna in due gruppi a vedere l’oscura grotta della maga Circe e le altre luminose grotte nelle vicinanze, poco battute dai turisti, ci si può arrivare solo in gommone, decisamente suggestive.
Proseguiamo la navigazione superiamo Cala Feola, Cala dell’Acqua, il Fortino, Cala Fonte per poi virare verso Palmarola dove I faraglioni di Mezzogiorno ci danno il benvenuto tra la più selvaggia delle isole pontine, ricca di grotte, anfratti e calette, danno fantasia alle scogliere bianche.
La Cattedrale, è scolpita da grotte che formano archi a sesto acuto che sembrano costruiti dall’uomo ma in realtà l’opera dell’uomo non c’entra nulla, la natura è la sola artefice di tanta bellezza.
Rimaniamo qui per il pranzo, inizia il divertimento! Tuffi dalla barca, primi approcci con il SUP, pranzo delizioso preparato ad arte, la giusta musica e enormi cuscinoni dove poter schiacciare un pisolino.
Nel pomeriggio riprendiamo la navigazione rientrando verso Ponza, facciamo altre due soste tuffo.
Una giornata ricca di emozioni, sport e divertimento quella trascorsa su Orca charter, il comandante ci ha narrato qualche vicenda storica ed è stato avvincente scoprire quanto questo luogo sia stato amato e odiato nel passato fin dai tempi degli antichi romani.
Orca Charter è l’unica che offre questo tipo di servizio, oserei dire “esclusivo”, considerando la durata e la scelta delle soste, ottimo cibo cucinato all’istante, la possibilità di praticare SUP lontano dalla spiaggia, poter accedere alle calette con il gommone, è sicuramente la più costosa € 75,00, rispetto ai barconi che costano €25,00 ma vi assicuro che ne vale la pena.
Per la cena abbiamo optato per un ristorante tipico “Tutti Noi” a conduzione familiare, abbiamo mangiato con gran gusto, il pesce è freschissimo e cucinato in modo semplice cosi da poter gustare tutto il suo sapore.
Il giorno seguente abbiamo voluto concludere il nostro viaggio con una colazione tutta napoletana scegliendo la pasticceria napoletana in corso Pisacane per salutare la nostra bella isola, colazione deliziosa, prezzo un pò troppo alto.
Ponza è stata una vera scoperta, un’isola dove si possono fare tantissime attività, i ponzesi sono simpaticissimi e accoglienti, il cibo è ottimo, il vino locale è stato una vera sorpresa e se si ha voglia di fare sport, ce n’è per tutti i gusti.
E adesso? Cosa accadrà?
Lo scoprirete nei prossimi mesi!
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